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SOD: Superossido dismutasi contro lo stress ossidativo a livello ovarico

SOD: Superossido dismutasi contro lo stress ossidativo a livello ovarico

Si ritiene che la comparsa della SOD fu contemporanea alla proliferazione degli organismi fotosintetici, i quali cominciarono a produrre ossigeno circa due miliardi di anni fa. La varietà di enzimi antiossidanti evolse per neutralizzare gli effetti tossici dei sottoprodotti derivanti dall’utilizzo di ossigeno.

L’anione superossido è il punto di partenza della cascata di reazioni che hanno come conseguenza la produzione di radicali liberi. Superossido dismutasi, insieme a catalasi e glutatione perossidasi, formano la prima linea di difese antiossidanti dell’organismo.

In particolare la SOD è l’antiossidante enzimatico con la più alta velocità di reazione con il proprio substrato, l’anione superossido, che viene prontamente dismutato in perossido di idrogeno, sostanza molto meno reattiva. Successivamente, altri enzimi (catalasi e la glutatione per ossidasi) trasformeranno il perossido di idrogeno in ossigeno molecolare e acqua.

In passato, la supplementazione orale di SOD per aumentare le difese antiossidanti dell’organismo è risultata inefficace, in quanto l’acidità gastrica denatura l’enzima.

La SOD contenuta in Chirofert 1000 è complessata con un biopolimero estratto dal frumento, la gliadina, che è in grado di proteggere l’enzima durante il transito gastrico rendendolo biodisponibile per l’assorbimento intestinale. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che la somministrazione orale di SOD complessata con gliadina è in grado di incrementare il potenziale antiossidante del plasma.

Questo enzima, facente parte della fisiologiche difese antiossidanti, riveste un ruolo di primaria importanza nel contrastare lo stress ossidativo a livello ovarico.

Bibliografia
Tamate K, et all. The role of superoxide dismutase in the uman ovary and fallopian tube. J Obset Gynaecol 1995. 21(4):401-409
Shiotani M, et all. Immunohistochemical localization of superoxide dismutase in the uman ovary. Hum. Reprod. 1991. 6(10):1349-1353